Una “buona notizia” da una “buona politica”
Una “buona notizia” da una “buona politica”.
Martedì 25 marzo, la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità il testo unificato delle proposte di legge riguardante la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure in favore di lavoratori e lavoratrici con malattie oncologiche, croniche o invalidanti. Il testo ha ottenuto parere favorevole da tutte le Commissioni coinvolte, da quella Affari Costituzionali alla “mia” Commissione Affari Sociali.
Di cosa parliamo?
Si tratta di un importante passo avanti nella tutela dei diritti dei lavoratori – pubblici e privati – che stanno affrontando un percorso di cura rispetto a patologie gravi, anche rare, con un grado di invalidità pari o superiore al 74%. Queste persone, ora, potranno richiedere un periodo di congedo continuativo o frazionato fino a 24 mesi, conservando il posto di lavoro. Il congedo sarà inoltre compatibile con altri benefici economici. Altra novità è l’introduzione – rispetto alla normativa odierna – di ulteriori dieci ore annue di permesso retribuito per visite, esami strumentali, analisi e cure mediche. Nel caso di pazienti minorenni, queste ore di permesso sono attribuite al genitore accompagnatore. Al termine del periodo di congedo, il lavoratore avrà diritto ad accedere prioritariamente alla modalità di lavoro agile, dove consentito. Per i lavoratori autonomi che svolgono attività continuativa per un committente, la sospensione dell’esecuzione della prestazione si applica per un periodo non superiore a 300 giorni per anno solare.
Un passo avanti importante
Si tratta di un passo in avanti importante, che il Partito Democratico, con determinazione e pazienza, ha promosso fin dall’inizio della legislatura, battendosi affinché il testo fosse migliorato e incardinato, per giungere all’approvazione una legge che nasceva dalla scorsa legislatura. È un “primo passo”: sappiamo bene, infatti, che occorre fare sempre di più a favore di questi cittadini e cittadine, rispetto alla retribuzione del periodo di comporto e al conteggio su anzianità, ma oggi si dà finalmente corpo a una norma di civiltà, che, inoltre, interviene per ridurre le diseguaglianze tra lavoratori pubblici e privati.
Una “buona politica”
Ultima annotazione: finalmente è stata approvata una legge che nasce dal Parlamento e da un dibattito e non da iniziativa unica del Governo e non a caso è una “buona legge“, che rende giustizia anche al lavoro e alla funzione della politica.