Gestione A22: ritardo molto preoccupante

Concessione della gestione A22: interpellanza urgente dei deputati PD del territorio in merito al pasticcio generato dal bando ministeriale.

Insieme ai deputati PD dei territori attraversati dall’arteria autostradale A22, ho firmato un’interrogazione urgente – presentata in conferenza stampa e discussa in Aula venerdì 7 marzo – perché il Ministro dei Trasporti faccia chiarezza sul pasticcio del bando del Ministero relativo all’assegnazione della concessione di gestione dell’Autostrada A22, pubblicato con grande ritardo e gravato da numerosi ricorsi, depositati e annunciati, prima ancora della scadenza, ora prorogata di necessità.

L’interpellanza

Insieme agli altri colleghi, intendiamo sapere come intenda procedere il Ministro in merito alla questione, in considerazione delle incongruenze e dei rischi connessi al futuro della gestione A22, che oggi è in mano a una società pubblica composta per l’86% dagli enti locali della zona. Si tratta di una situazione incresciosa e preoccupante, che causa incertezza sul futuro di una realtà che impatta con utili per 30 milioni di euro sui bilanci dei soci pubblici, tra cui la Provincia di Reggio Emilia, che detiene il 2,17% delle quote, mettendo a rischio gli accordi per le opere infrastrutturali la cui realizzazione è attesa da tempo sul territorio. Il TAR del Lazio nel pronunciarsi lo scorso 17 febbraio, ha confermato che la vicenda implica l’esame di “complesse e delicate questioni fattuali e giuridiche”, che comportano un più ampio spettro della verifica da parte del giudice amministrativo.

Una situazione molto delicata

La situazione è delicatissima, perché ci sono molteplici aspetti da tutelare. Nel bando, inoltre, non è nemmeno presente la clausola sociale, che il nuovo codice appalti indica quale condizione necessaria per l’offerta, al fine di garantire la stabilità del personale impiegato e la salvaguardia delle professionalità e il numero di ricorsi, tra quelli depositati e quelli annunciati, è così rilevante da essersi reso necessario il rinvio della scadenza per la candidature. Tutto questo, rende incerti i tempi di assegnazione, mettendo in discussione le opere già previste per 9,2 miliardi di euro, opere viarie attese da anni e di ammodernamento infrastrutturale. In particolare, per quanto riguarda il nostro territorio, parliamo della realizzazione della Cispadana, del prolungamento Campogalliano-Sassuolo e delle opere di adduzione come la tangenziale di Rubiera. Con la nostra interpellanza, diamo voce ai territori, che chiedono chiarezza per capire come e quando sarà possibile uscire da questo increscioso stallo, che penalizza enti locali e cittadini rispetto a un’arteria strategica per la nostra economia e per la competitività della nostre imprese, e che rende evidente, una volta in più, le responsabilità e l’inefficienza del Ministro Salvini.