Energia e bollette: il nostro impegno

Energia e bollette: le proposte e l’impegno in Parlamento a fianco di famiglie e imprese.

Nel nostro Paese, famiglie e imprese continuano a pagare le bollette luce e gas più care d’Europa, ma il Governo resta a guardare. Eppure, le soluzioni – anche a breve termine – ci sarebbero, per l’obiettivo – necessario e urgente – di sostenere cittadini e aziende in questo difficilissimo contesto. Dopo 23 mesi di calo della produzione industriale e dopo i continui salassi per le famiglie generate da bollette molte volte insostenibili, pensiamo che questo Governo abbia già prodotto abbastanza danni e che sia ora di intervenire.

Le nostre proposte

Ciò che proponiamo, come Partito Democratico, sono misure a breve e medio termine:

  • in primo luogo, lo stop alle gare e la riforma dell’Acquirente unico, come immediata tutela dei soggetti vulnerabili;
  • in secondo luogo, il disaccoppiamento strutturale dei costi dell’energia elettrica da quelli del gas, perché gli eventuali aumenti della prima non trovino immediato riscontro anche nell’altro, e viceversa, e perché il beneficio generato dalle rinnovabili possa arrivare effettivamente agli utenti;
  • poi, la scelta di un riferimento per il prezzo del gas che sia basato sugli scambi reali e non solo sulle speculazioni del TTF (Title Transfer Facility), il principale mercato di riferimento per lo scambio del gas, dove i produttori di gas naturale e i fornitori che lo acquistano lo rivendono ai clienti finali, cittadini e imprese, generando, per ogni passaggio, un ulteriore rincaro;
  • infine, di pari passo, lo sviluppo di un attento monitoraggio ai mercati italiani sui quali si forma il PUN Index – Prezzo Unico Nazionale, il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica che viene acquistata sul mercato della Borsa Elettrica Italiana – per poter efficientare il meccanismo.

Rilanciamo queste proposte perché, al momento, non è giunta alcuna idea da parte del Governo, pur considerando che persino il Ministro Giorgetti sembra finalmente essersi svegliato dal torpore riconoscendo il grave problema.

Le responsabilità del Governo

Il Governo ha una pesantissima responsabilità sulla totale mancanza di informazioni rispetto al passaggio dei cittadini al mercato libero. Più di un anno fa, avevamo proposto di prorogare il superamento del mercato tutelato perché potessero essere svolte le necessarie campagne d’informazione e per garantire un passaggio consapevole e ordinato, a tutela dei consumatori. Ma il Governo non ci ha ascoltati, tirando dritto per la sua strada, mancando anche di intervenire a sostegno dei più fragili, dato che l’Autorità di settore (ARERA) aveva già indicato, fin dallo scorso anno, che sarebbero state queste persone a pagare di più il passaggio dai servizi tutelati.

Il Governo lo sapeva, ma non ha fatto nulla

Sempre i dati ARERA indicano che nel primo trimestre del 2025 è previsto un aumento del 18,2% della tariffa dell’energia elettrica per i clienti vulnerabili. Chi ha scelto il mercato libero, uscendo dal mercato tutelato nel primo semestre del 2024, si è trovato a pagare bollette più care di oltre il 50%, come certificato dall’Istat. Il costo dell’energia rimane il problema principale per il nostro sistema economico, con un prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso superiore del 35% rispetto alla Germania, del 72% rispetto alla Spagna, dell’87% rispetto alla Francia: si tratta di Paesi che hanno un mix energetico molto diverso l’uno dall’altro e questo non è altro che un’ulteriore testimonianza della completa immobilità italiana su questi argomenti. Anche il mercato del gas è destinato a essere ancora molto volatile, nei prossimi mesi, e anche in questo caso, a essere colpiti duramente saranno dunque i redditi delle famiglie e delle imprese. Per contrastare il caro energia, il Governo Draghi aveva introdotto numerose disposizioni che avevano generato benefici effetti: la sterilizzazione degli oneri di sistema, il credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica, gas e carburanti, l’IVA ridotta per il gas. In due anni e mezzo, invece, il Governo Meloni si è dimostrato totalmente incapace, mentre i cittadini sono in balia dei mercati e delle bollette e le compagnie energetiche generano ingenti extraprofitti.

Impegno in Parlamento

Useremo, dunque, tutti gli strumenti a nostra disposizione per fare una battaglia politica a tutela della capacità produttiva delle nostre imprese e della sostenibilità del reddito famigliare, perché le bollette sono diventate un’insostenibile spada di Damocle sulle famiglie, andando poi a riflettersi anche sui consumi, che infatti stagnano, così come la nostra economia. Il nostro impegno in Parlamento sarà finalizzato a imporre al Governo una discussione finalmente seria su questi temi, chiedendo conto di tutte le inefficienze e le mancanze di questi due anni e mezzo – che hanno prodotto enormi difficoltà a cittadini e mondo del lavoro – oltre a un riscontro puntuale alle nostre richieste e alle nostre proposte.